Brugman: "Mi sento importante, sto maturando"

di Redazione TuttoPescaraCalcio
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Gaston Brugman che ha deciso la gara contro la Salernitana, ha parlato in vista della prossima sfida contro l'Entella: "Non mi sento in discussione. Ringrazio le parole del mister. Io non mi sono mai messo in discussione. Mi piace il ruolo che sto ricoprendo nella squadra, mi sento importante e questo mi sta facendo crescere e maturare".

Sei un sudamericano atipico, silenzioso e a volte ti estranei durante la partita: "Dopo la partita me l'hanno detto. Magari la 'cazzima è lottare e farsi vedere di più, magari però è anche segnando gol. Nei momenti di difficoltà ti metti la squadra addosso e fai cose importanti è lo stesso".

Sull'obiettivo dei playoff: "Se non li raggiungiamo sarebbe un disastro la squadra ci crede, è importantissimo. Non importa se da terzi o ultimi, dobbiamo entrare tra i playoff. Ci è capitato di entrare per ultimi e poi per un palo non siamo andati in A. Quell'anno ci è sfuggito l'obiettivo finale per nulla, meritavamo di più".

Tornando al gol su punizione: "Fiorillo mi dice sempre di calciare sul palo del portiere, vedevo che non la palla non la vedeva e è andata bene seguendo anche il consiglio di Vincenzo che capisce di più questa situazione".

Qualcuno in squadra è andato via come Benali: "Mi è dispiaciuto che se ne è andato, è un giocatore importante e forse non si sentiva determinante qui. Sono contento per lui che sta facendo benissimo, meritava la A".

Sei ormai un giocatore importante per questa squadra: "Questa è la punizione più bella in assoluto anche perchè è stata importante. Portare i punti alla squadra è sempre bello. Ho già battuto il mio record personale grazie al nuovo ruolo e alla personalità che ho costruito negli ultimi anni".

Che rapporto hai con Zeman: "Parla pochissimo, anche io parlo poco. Però si capisce quello che vuole".

Il gol più bello al Pescara: "Quello contro il Latina. Quell'anno mi riusciva tutto, quel gol è stato bellissimo e dopo il gol mi ha preso dicendomi di fare sempre cosi".

In quella stagione al tuo fianco c'era Zuparic ed eri molto libero di muoverti: "Quell'anno ho iniziato regista ma dopo ho giocato a centrocampo prima con Rizzo e poi con Zuparic con il quale ho stretto un legame importante. Quell'anno li è stato bellissimo fino alla partita col Siena, la più brutta che ho fatto per l'infortunio e non ci voleva. Però è passato, i sei mesi che sono stato fuori sono cresciuto molto, ho visto cose che da dentro lo spogliatoio non vedi".

 


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